Bocciato!

Le valutazioni del Comitato sulla relazione della
Commissione Internazionale Sulla Sicurezza (Nov.2010) 
delle quali, ad oggi Luglio 2013, non hanno tenuto conto!

Non si sapeva

Dal 2006 a luglio 2013!
Ne risponderanno! 

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Ancora un redazionale su Il Tirreno
giovedý 09 ottobre 2014

In riferimento all'articolo apparso su Il Tirreno dell'8 ottobre 2014, che sa molto di redazionale, pubblichiamo i commento del Comitato Vertenza Livorno:

Veramente spassose ... come definire altrimenti le paginate sul rigassificatore pubblicate dal Tirreno del 8 ottobre. Innanzitutto la prima pagina è chiaramente una pagina pubblicitaria pagata dalla OLT (anche se abilmente camuffata da “redazionale”) che con la scusa del convegno previsto ai Pancaldi magnifica il trasporto su nave del GNL e quindi il rigassificatore. Tutto bene, tutto a posto, non è mai successo nulla durante il trasporto e via scazzeggiando. In realtà si tratta di un bluff ... il giochino sta nel fatto che le statistiche citate da questi furbacchiotti riguardano il GNL "durante il trasporto" ma il rischio di incidente per un terminale come quello di Livorno va ampliato anche allo stoccaggio e alla lavorazione. Il Comitato contro il rigassificatore ha redatto nel 2008 una scheda che elenca gli incidenti avvenuti durante tutta la filiera del GNL. La storia del GNL è caratterizzata da un incidente gravissimo, il disastro di Skikda in Algeria del 2004, appena 27 morti e 76 feriti, scusate se è poco, altri incidenti molto gravi e diverse tragedie sfiorate, anche durante il trasporto via mare. Nella pagina pubblicitaria si dicono naturalmente diverse "inesattezze": per esempio si magnifica il rapporto SANDIA del 2005. Sempre il Comitato ha più volte diffuso una lettura di quel rapporto molto diversa, mettendo in evidenza come il SANDIA abbia posto l'accento sui i rischi di esplosione in caso di emissione di una nube di gas, rischi che permangono fino ad un raggio di 11 km dal punto di emissione del terminale. Questo la OLT e i suoi fiancheggiatori hanno dimenticato di citarlo. Oltre alle "inesattezze" si fanno affermazioni per lo meno singolari come quella che il grado di sicurezza dei terminali in mare sarebbe molto superiore a quello dei terminali a terra. Sarà vero? Difficile sostenerlo visto che quello di Livorno è il primo e unico al mondo nel suo genere e che non lavora per niente ...

Siamo al paradossale ma la vicenda OLT è assolutamente surreale.

Veniamo ora al resoconto del Guarducci. Questo signore deve vivere al Polo nord perché altrimenti deve essere l'unico livornese a cui è sfuggita la veduta all'orizzonte del terminale OLT, per altro visibilissimo anche nelle giornate di foschia. A lui invece il terminale è apparso quasi all'improvviso, come una visione celestiale nella sua immensità. Oltre alla ormai usuale bestialità - "il primo terminale del suo genere nel mediterraneo": no ,Guarducci, quello di Livorno è il primo e unico del suo genere al mondo, forse un giorno lo capirete anche voi del Tirreno, forse ... - il nostro inviato riporta senza alcun spirito critico le affermazioni del comandante. Intanto ci informa che gli addetti al terminale sono trenta (o non dovevano essere 120?) di cui uno è di Pietrasanta (notevole ricaduta sul territorio, complimenti!), poi si dilunga sulla magnifica tecnologia del terminale (neppure fossimo negli anni '80: quale impianto tecnologicamente decente oggi non ha una informatizzazione spinta dei suoi sistemi operativi?) ma tutto serve ad allungare il brodo di questo po po’ di "reportage". Naturalmente si tratta di aria fritta: pensate che il Guarducci scrive, quasi ammirato, che il terminale ha un “proprio” impianto antincendio: corbezzoli! Sarebbe interessante sapere cosa accadrebbe di questo sistema antincendio in caso di fuga di gas e di innesco con esplosione ... ma questo il nostro inviato si è dimenticato di chiederlo. Guarducci, molto velocemente ci riferisce anche dei serbatoi. Anche qui si è dimenticato di chiedere al comandante della nave se i serbatoi erano vuoti o pieni, o meglio avrebbe potuto chiedere quando mai sono stati pieni ma questo particolare gli è sfuggito. Guarducci ha però notato la torre di sfogo del gas, posta ad una certa altezza per evitare che il gas di scarico possa trovare degli inneschi sulla nave ed esploda.

Esilarante il finale: anche in caso di tempesta, sul terminale non si muove foglia, anzi tubo di dentifricio. Eccellente. Secondo noi il terminale, in caso di tempesta, si eleva sopra le acque a cammina da solo come Gesù Cristo ... Ma non basta: la ASL, dice il comandante, monitora costantemente "i cesti di cozze qui sotto" e naturalmente non rileva niente di anomalo. Peccato che l'ultima nave arrivata a scaricare (una di quelle che hanno fatto le "prove") è del novembre 2013 e che successivamente il terminale è rimasto completamente inattivo. Cosa sarebbe successo a quelle cozze, e soprattutto all'habitat marino delle nostre coste, se il terminale avesse lavorato a pieno ritmo, immettendo in mare il cloro necessario alle sue lavorazioni per importare non poche centinaia di migliaia di m3 di gas come ha fatto (e comunque per prova) ma 3,5 milioni di m3 di gas?

Qualche parola va poi spesa per la scheda che troneggia in alto a destra nella pagina: "Il suo ruolo. Impianto strategico in caso di crisi". Si sostiene che il terminale ha lavorato 4 navi (dimenticando di dire che le navi erano noleggiate da uno dei proprietari del terminal, la E.On, e che i loro scarichi sono stati fatti nel periodo di prova antecedente all'avvio commerciale dell'impianto). Ma al Tirreno questo lo considerano un particolare sostanzialmente insignificante. Vi vengono riportate poi le dichiarazioni del De Vincenti, il viceministro che probabilmente gira con una maglietta con le insegne OLT (o forse   E.On o IREN). A questo proposito c’è da segnalare che l’insospettabile "Staffetta petrolifera", del 18 e 19 settembre, comme ntando le dichiarazioni di questo statista ha dovuto rilevare che il De Vincenti l'ha sparata grossa dando cifre fasulle (si riferiva ai 160 milioni di euro di risparmi statali citati anche dal Tirreno). E se lo dice la "Staffetta" ...

Significativa la conclusione dell’articolo, apparsa solo nella edizione on line: “Prima di sbarcare, c'è il tempo di pranzare al tavolo col comandante e di fare i complimenti allo chef: tutti i piatti davvero molto buoni”. Come “molto buono” deve essere stato giudicato dalla OLT il piatto di propaganda che Il Tirreno ha propinato ai livornesi. Parafrasando l’articolo: tutta roba avariata e di pessima qualità, cucinata da uno chef di seconda categoria!

Un’ultima nota: quanto è costata la paginata di pubblicità alla OLT? Non si tratta di una domanda peregrina, visto che quella cifra l’abbiamo sborsata noi con le nostre bollette del gas … dalle quali lo Stato preleverà l’annuale sovvenzione garantita alla OLT, una cifretta calcolata, sembra, fra i 45 e gli 80 milioni di euro l’anno per 20 anni.

Vertenza Livorno

8 ottobre 2014

 

 
OLT STRATEGICO? MA PER CHI?
lunedý 22 settembre 2014

Apprendiamo dalla stampa che il rigassificatore della OLT è stata considerato dal governo “struttura strategica” con il susseguente riconoscimento di un rimborso pari al 64% del mancato introito nel caso l’impianto rimanga inoperoso.

Il viceministro dell’Economia, De Vincenti, ha difeso la scelta di sussidiare l’impianto di Livorno
con il contributo che quest’ultimo darebbe al servizio di peak shaving, cioè grazie al fatto che
il rigassificatore di Livorno, assieme agli altri due operanti in Italia, ha messo a disposizione del
governo una parte consistente dei suoi serbatoi (d’altra parte, come noto, completamente vuoti) al fine di stoccarvi gas da impiegare in caso di crisi energetica. Questo, secondo De Vincenti, farebbe risparmiare circa 160 mln di euro l’anno, il doppio di quanto lo Stato verserà nelle esauste casse della OLT.

Il risparmio sarebbe dovuto al fatto che la OLT non farebbe gravare sul sistema gli oneri della non
interrompibilità delle forniture del gas (70 mln) e quelli del mantenimento in stand by delle centrali ad olio (90 mln).

Francamente abbiamo molte difficoltà a comprendere gli argomenti del viceministro De Vincenti.

Il decreto del MiSE sul servizio di peak shaving è del 13 ottobre 2013; la OLT ha pubblicato sul suo
sito il bando di gara per l’assegnazione dei serbatoi del rigassificatore il 6 dicembre; il bando è andato deserto. Vorremmo che De Vincenti spiegasse che contributo avrebbe potuto dare la OLT, con i propri serbatoi vuoti, ad una eventuale crisi.

De Vincenti sostiene che il risparmio per l’erario sarà di 160 mln di euro l’anno dovuti alla mancata
messa in opera dei contratti che prevedono la interrompibilità dell’erogazione di gas alle grandi
imprese e il mantenimento in stand by (cioè nell’eventuale attesa di messa in produzione in caso di
crisi) di centrali ad olio combustibile. Ma questi contratti sono stati disdetti e le centrali sono state chiuse? Non ci sembra.

E ancora: che senso ha parlare di 160 mln di risparmi paragonando una uscita certa (80 mln di euro
l’anno per il sussidio alla OLT) con entrate quanto meno incerte, tutte da dimostrare e comunque
legate ad eventi (crisi energetiche) straordinari e non prevedibili?

Il viceministro ci comunica che il sussidio statale alla OLT da ricaricare nelle bollette degli italiani sarà pari a 80 mln di euro l’anno. Cioè il viceministro sa già che la OLT non tratterà gas anche nei prossimi anni? In pratica De Vincenti, molto candidamente, ci fa sapere che un impianto dotato di una tecnologia teoricamente sofisticata e mai testata, trattandosi del primo e unico del suo genere al mondo, verrà utilizzato (ma solo in caso di crisi) come sito di stoccaggio!
C’è da rimanere allibiti di fronte a certi ragionamenti: lo Stato aumenterà le bollette del gas per ripèagare un investimento faraonico, 900 mln di euro, che si ridurrà ad un sito di stoccaggio: allucinante!

Terminiamo con alcune domande anche se sappiamo bene che rimarranno senza risposta:

1) l'autorizzazione all'esercizio del rigassificatore è valida se questo viene utilizzato nel modo previsto
dal progetto. Se cambia sensibilmente il modo di utilizzo, è ancora valida l'autorizzazione, visto il
sorgere di nuovi problemi di sicurezza?

2) normalmente il gas si conserva (in caverne) allo stato gassoso; conservarlo allo stato liquido in
serbatoi artificiali costa in quanto bisogna mantenere il gas a temperature molto basse. Quindi risulta
poco conveniente conservarlo a lungo allo stato liquido: quanto costerebbe?

3) la conservazione a lungo del gas liquido in un serbatoio galleggiante , in un mare soggetto anche a
forti burrasche come quello di Livorno può comportare rischi: come e quando questi rischi sono stati
considerati dal Ministero?


Comitato contro il rigassificatore di Livorno

Vertenza Livorno

19 09 2014

 
1░ Comple(d)Anno del Rigassificatore
mercoledý 30 luglio 2014

 Il 30 luglio 2013 arrivava al largo delle coste livornesi il rigassificatore della OLT. Lo avevamo fortemente contestato perché pericoloso, dannoso per l’ambiente e inutile. Avevamo contestato le promesse che venivano fatte:  salvezza del Cantiere, nuova occupazione, bollette meno care, metanizzazione della centrale ENEL. Tutte bufale avevamo detto, tutte bufale si sono dimostrate.

 

Ad un anno di distanza è possibile fare un primo bilancio. Avevamo detto che il terminale OLT era inutile perché di gas in Italia ne arrivava fin troppo ed infatti in un anno il rigassificatore non ha lavorato neppure una nave, se si escludono i tre allibi di prova fatti dalla LNG Leo, noleggiata da uno dei soci della OLT, la tedesca E.On. Il rigassificatore giace in attesa di non si sa cosa. Alla OLT dicono che nel 2016 cominceranno a lavorare. Forse. La vera speranza della OLT e dei suoi soci è che una improvvisa crisi internazionale provochi una crollo energetico talmente grave da spingere qualche società importatrice a trovare conveniente l’utilizzo del  terminale di Livorno. Solo la guerra, in Ucraina o in Libia o chi sa dove altro, può salvare questo fallimentare progetto. E si deve trattare di una guerra lunga e disastrosa, perché di profitti la OLT ne dovrà fare tanti per rientrare dei 900 milioni, ma forse sono anche di più, spesi per realizzare l’impianto e la conduttura sottomarina. Senza contare i soldi necessari alla manutenzione di un aggeggio che da un anno non funziona ma che va tenuto in efficienza in attesa di un cliente che, forse, arriverà.

 

Dal nostro punto di vista il fallimento della OLT non può che farci piacere: se non altro abbiamo evitato il rischio di qualche disastro al momento dell’allibo fra gasiera e terminale; abbiamo evitato che il cloro necessario a tenere in efficienza le serpentine del rigassificatore durante la lavorazione del gas formasse grandi quantità di composti organici clorati che, una volta immessi in mare, avrebbero prodotto gravissimi danni per la fauna e la flora acquatica e messo a rischio la salute della popolazione costiera.

 

Il problema è che da mesi esiste il rischio concreto che il governo dichiari l’impianto di Livorno, “strategico” per l’interesse nazionale e quindi lo faccia ricadere fra quelli il cui mancato utilizzo provochi l’innesco di quel “fattore di garanzia” che non è altro che un intervento delle finanze pubbliche a sostegno di impianti non utilizzati. Superfluo dire che il sostegno pubblico ricadrebbe sulle bollette del gas pagate dai cittadini. Sarebbe paradossale che il governo sostenesse finanziariamente un impianto pericoloso, dannoso e inutile come quello di Livorno: come si può definire strategicamente rilevante un terminale che in un anno non è stato capace di importare una goccia di gas?

 

Per questo invitiamo tutta la popolazione a sostenere la lotta del Comitato contro il rigassificatore: sarebbe una beffa se l’impianto fosse fatto pagare ai cittadini dopo che a questi ultimi è stato imposto in barba ad ogni convenzione internazionale sulla partecipazione (Aarhus) e dopo che si arrivò a negare addirittura la possibilità di un referendum sia pur consultivo sull’argomento.

 

Sarebbe una beffa anche considerato che Livorno ha recentemente sottoscritto l’accordo sul Santuario dei cetacei: che senso avrebbe finanziare con i soldi pubblici un impianto killer dir quel mare e di quella fauna ittica che si dice di voler preservare?

 

Comitato contro il rigassificatore - Vertenza Livorno

30/7/2014

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 30 luglio 2014 )
 
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