Comitato contro il rigassificatore offshore Livorno - Pisa

COMUNICATO STAMPA 

     Come il gatto che si morde la coda lo Stato riconosce i suoi errori e lo fa in un documento riservatissimo del Ministero dell’Ambiente in cui si elencano tutte le illegittimità relative alla autorizzazione ministeriale (23 febbraio 2006, del Ministro delle Attività produttive di concerto con il Ministro dell’Ambiente del governo Berlusconi) alla Società OLT Offshore LNG Toscana s.p.a. per la realizzazione di un impianto di rigassificazione offshore (a 12 miglia dalle coste tra Pisa e Livorno, praticamente davanti a Tirrenia-Pisa), il primo del genere al mondo. 

     Il documento, datato 8 maggio 2007 ed a firma del Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Ambiente, Sergio De Felice, fu inviato lo stesso giorno all’Avvocatura di Stato di Firenze ed al Tar Toscana come “parere dell’Ufficio legislativo” del Ministero dell’Ambiente sul ricorso al Tar Toscana promosso dalla Società Edison per l’annullamento degli atti autorizzativi alla stessa Società Olt per la realizzazione del rigassificatore offshore.

     Si ricorda, per inciso, che contro il progetto della Olt sono stati fatti numerosi ricorsi al Tar. Oltre alla Società Edison, hanno presentato ricorso il Comitato contro il rigassificatore offshore Livorno-Pisa, il Comune di Pisa, il Codacons ed al Tar del Lazio persino Greenpeace Italia. 

     Dopo aver tentato tutte le strade ufficiali per poter avere il prezioso documento del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’Ambiente, grazie ad una “mano amica”, il Comitato contro il rigassificatore offshore Livorno-Pisa è riuscito ad entrare in possesso di un testo che costituisce, di per sé, una denuncia alla illegittimità dell’iter che ha portato lo stesso Ministero dell’Ambiente, benché sotto la presidenza di Silvio Berlusconi, a dare parere positivo per la realizzazione del progetto della Società Olt di un rigassificatore offshore.  

     Tale documento è stato presentato alla stampa, questa mattina (18/8/07), a Livorno, da Mario Martelli, Maurizio Zicanu e Riccardo Saller del Comitato contro il rigassificatore offshore Livorno-Pisa. 

     Le illegittimità rilevate sono dovute, secondo il documento ministeriale, ad una serie di vizi procedurali che vengono espressamente elencati al punto 3 e che il Comitato ha ribattezzato ironicamente “i 7 vizi capitali”. 

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Dal documento del Ministero dell’Ambiente:

3. VIZI DEL PROVVEDIMENTO IN OGGETTO 

3.1 Erronea applicazione della procedura semplificata di cui all’art. 8, legge 340/2000 

Ovvero, l’art.8 è utilizzabile “solo in caso di riutilizzazione di siti industriali”.

Ma “il rigassificatore in oggetto è invece previsto in un sito marino” scrive il Ministero. 

3.2 Mancata rimessione al Consiglio dei Ministri. 

“Va evidenziato che nel caso in esame si è fatto ricorso, come detto, ILLEGITTIMAMENTE, allo strumento della procedura semplificata dell’art.8, legge 340/2000 o della conferenza dei servizi decisoria”.

Siccome, nell’ultima conferenza dei servizi del 14 aprile 2005 il ministero dell’Ambiente aveva espresso il proprio dissenso la decisione doveva essere attribuita al Consiglio dei Ministri. 

3. 3 Omessa consultazione delle popolazioni interessate: violazione dell’art. 23 , d. lgs. 334/1999 

“E’ tuttavia mancata in occasione della VIA (Valutazione d’impatto ambientale) la consultazione delle popolazioni interessate e l’acquisizione del loro parere (art. 23, comma 2, d. lgs. 334/1999)”. 

Da notare che questa affermazione è un autogol perché la VIA è “di esclusiva competenza del Ministero dell’Ambiente”  ed è proprio il Ministero dell’Ambiente, nella figura del Capo dell’Ufficio legislativo, che denuncia in pratica i propri uffici ministeriali. 

3.4 Mancato rilascio della concessione demaniale 

“E’ ancora da acquisire la concessione demaniale per la realizzazione della costruzione in mare territoriale”  

3.5 Mancata consultazione degli Stati firmatari dell’Accordo internazionale del 25 novembre 1999 

Il rigassificatore offshore è stato autorizzato all’interno del Santuario dei Cetacei e l’accordo internazionale è quello firmato da Italia, Francia e Principato di Monaco, ratificato dall’Italia con la legge n. 391 dell’11 ottobre 2001.

Tale accordo prevede l’obbligo di consultazione con gli altri Stati contraenti per interventi così invasivi come quello di un rigassificatore nell’area marina protetta.

L’argomento “Santuario dei Cetacei” è stato oggetto del ricorso al Tar del Lazio da parte di Greenpeace Italia che ha denunciato lo Stato italiano per avere autorizzato un impianto industriale in un’area marina altamente protetta considerata, negli atti autorizzatori, “sito industriale”.  

3.6 Violazione dell’art. 4, DPR 420/1994 

In pratica mancano i pareri del Ministero delle Finanze per gli aspetti fiscali.

“Dunque tale concessione (autorizzazione ministeriale DM 23 febbraio 2006) dovrebbe ritenersi ILLEGITTIMA” 

3.7 Soggetti pretermessi 

Mancano le valutazioni di alcuni soggetti pubblici titolari di un interesse qualificato come l’Ente Parco Regionale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli coinvolto nel progetto e l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas. 

“Si rammenta che il procedimento amministrativo che si concluda SENZA AVER ACQUISITO IL PARERE DI TUTTE LE AMMINISTRAZIONI COINVOLTE deve ritenersi ILLEGITTIMO (Cons. Stato, sez. V, n. 3451/2004) per violazione procedimentale nella realizzazione dell’istruttoria”. 

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“La politica deve agire nel rispetto delle leggi dello Stato” sottolinea il Comitato che si dichiara fin da ora disponibile a far conoscere il documento a tutti, specialmente alle amministrazioni locali e regionali che continuano a sostenere il progetto OLT.                                                                  

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per contatti: per il Comitato :
Mario Martelli : tel. 0586 – 895435 ; cell. 339 – 6076100
Maurizio Zicanu : cell. 320 - 0479949

Ufficio Stampa: Beatrice Bardelli  tel.fax. 050 – 564080  ;  Cell. 335 - 5614083