NO AL SANTUARIO DEI RIGASSIFICATORI
Il Convegno organizzato da provincia di Livorno e Regione Toscana sul “Santuario dei cetacei”

potrebbe essere un momento importante per discutere del destino di questo parco marino sorto sulla base di un accordo fra Italia, Francia e Principato di Monaco, firmato nel 1999 e ratificato dall’Italia nel 2001.
UN PARCO POCO CONOSCIUTO, EPPURE NEL PASSATO A LIVORNO SE NE È PARLATO…
A Livorno del Santuario se ne sa pochissimo e nessuno, almeno finora, l’ha mai valutato dal punto di vista naturalistico e turistico. Nel passato del Santuario si è parlato solo nel dicembre 1999, quando il Ministero dell’Ambiente sospese l’autorizzazione allo sversamento in mare dei fanghi prodotti dal dragaggio portuale, adducendo proprio l’inserimento dell’area nel Santuario (oltre alle preoccupazioni sul carattere inquinante di quei fanghi), e nell’aprile 2001, quando la Commissione ministeriale incaricata di valutare la possibilità di costruire un terminale in mare per il GPL destinato al Costiero gas, si ricordò, fra l’altro, che tale progetto avrebbe disturbato l’arrivo di cetacei e delfini per proteggere i quali era stata decisa la costituzione del Santuario.
UNA “SCATOLA VUOTA” SOTTO MINACCIA
Iniziativa interessante quella del 9 maggio a patto che vengano affrontati i veri problemi che affliggono il Santuario. A cinque anni dalla sua costituzione rimane una scatola vuota che oltre a mancare di misure di tutela viene minacciato da nuove attività industriali (prima fra tutte il progetto di costruire al suo interno il primo rigassificatore off shore del mondo), che sono in evidente contrasto con le più elementari norme di tutela ambientale. L’utilizzo del mare come sito industriale rappresenterebbe un pericoloso precedente che potrebbe diventare appetibile per tutti quei progetti che trovano difficoltà ad essere accettati sulla terra ferma.
RIGASSIFICATORE NEL SANTUARIO: UN PROGETTO ABERRANTE
Da parte nostra riteniamo che il progetto di rigassificatore in mezzo al santuario dei cetacei:
Ø introdurrebbe vincoli inaccettabili per l’utilizzo di una vasta area marina
Ø provocherebbe problemi alle balene e ai delfini che vi dimorano nella stagione estiva e, in generale, a tutto l’ambiente marino. Ovvero problemi derivati dai rumori emessi, dalla presenza di composti del cloro nelle acque di scarico della nave rigassificatrice, dalla movimentazione di sedimenti causati dalla costruzione del gasdotto sottomarino che passerà a circa un quarto di miglio dall’area delle Secche della Meloria.
Su questi aspetti la Valutazione di Impatto Ambientale è stata per lo meno carente, evitando accuratamente di approfondire questioni che avrebbero portato a riconsiderare la valutazione positiva su un progetto che su questo, come su molti altri aspetti, si è rivelato dannoso, pericoloso oltre che inutile.
LE CARTE FALSE DEL COMITATO DI PILOTAGGIO
A questo proposito riteniamo che il Convegno dovrebbe per lo meno stigmatizzare l’atteggiamento del Comitato di pilotaggio italiano che ha cercato di far passare una “presa d’atto” di un lavoro commissionato dalla OLT come un parere favorevole al progetto . Certe meschine metodologie squalificano il Comitato, i cui membri per decenza avrebbero dovuto rassegnare le dimissioni e lasciare il posto ad altri, ma, soprattutto, dimostrano come la Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto rigassificatore si sia limitata, nella sostanza, a “prendere atto” della documentazione presentata dalla società proponente senza mai effettuare le verifiche tecniche che avrebbero mostrato i limiti del progetto.
Comitato contro il rigassificatore di Livorno e Pisa
9 maggio 2007
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