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Questa la lettera consegnata in occasione dell'intervento dei "Babbi Natale" del 22 dicembre (vedi articolo): Comitato contro il rigassificatore di Livorno e PisaLettera aperta al Sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi x Egregio Signor Sindaco, come certamente ricorderà lo scorso 18 ottobre si tenne una riunione a cui parteciparono Lei e alcuni suoi collaboratori e una delegazione di questo Comitato. Si parlò di come organizzare l’incontro pubblico nel quale il Sindaco si confrontasse con la città sulle scelte adottate da questa e dalla precedente Giunta comunale riguardo il progetto di rigassificatore. La riunione si concluse con la Sua proposta di redigere un documento comune da utilizzare come piattaforma per organizzare l’incontro. Il Comitato si riservò di dare una risposta sentita l’assemblea degli aderenti. La riunione fu aggiornata alla settimana successiva, 24 ottobre. La riunione fu rinviata ancora di una settimana per un Suo improvviso impegno, come ci comunicò telefonicamente, il Suo segretario, sig. Lami. Quando, mercoledì 31 ottobre, la delegazione del Comitato si presentò all’appuntamento, una Sua segretaria ci disse meravigliata che era impossibile che fossimo stati convocati per quel giorno e per quell’ora visto che da tempo il Signor Sindaco aveva in programma una riunione di Giunta. “Evidentemente si è trattato di un disguido – aggiunse la gentile signora – ma il Sindaco mi incarica di riferirvi che non mancherà di contattarvi per concordare una nuova riunione”. Ebbene, egregio Signor Sindaco, sono passati quasi due mesi ma Lei non ha ritenuto di “contattarci”. Per la verità non ce ne meravigliamo più di tanto: da quel fatidico settembre 2002, quando l’allora Sindaco di Livorno, Signor Lamberti, accolse il pluricondannato Aldo Bellelli accettando di appoggiare il suo progetto di rigassificatore al largo delle coste livornesi, la Giunta Comunale di Livorno ha caratterizzato la sua azione su questo argomento con la più assoluta chiusura nei confronti delle istanze dei cittadini. Comitati, associazioni, singoli cittadini hanno chiesto informazioni e chiarimenti, ma il Sindaco Lamberti ha sempre evitato accuratamente ogni tipo di confronto con la città. Esattamente come ha fatto Lei, Egregio Signor Sindaco, che nel maggio del 2006 ha ricevuto dalle mani della delegazione di questo Comitato una petizione con cui 7.000 cittadini chiedevano che venissero approfondite le questioni legate alla sicurezza e al danno ambientale provocato dal progetto. Le domandiamo: che fine hanno fatto quelle 7.000 firme? Perché il Consiglio Comunale non ha mai discusso i contenuti di quella petizione, diversamente da quanto stabilisce il regolamento comunale?
Oggi, Le chiediamo formalmente, Egregio Signor Sindaco, di restituirci quei moduli con le 7.000 firme. Visto che ha ritenuto di non discutere nemmeno quello che chiedevano migliaia di Suoi concittadini ci sembrerebbe corretto restituire la petizione al Comitato. Oppure l’ha gettata in fondo a qualche polveroso armadio, come si fa con i documenti scomodi, quelli che è meglio far finta di non aver mai visto, e dimenticarsi dove sono stati messi?
Oggi, Egregio Signor Sindaco, Lei fa il bilancio di un anno di attività, Suo e della Sua Giunta. Noi Le facciamo una sola domanda: perché sul tema del progetto di rigassificatore ha evitato ogni confronto con i suoi concittadini, forse perché Lei e i suoi amici avete talmente tanto da nascondere da aver paura delle domande che vi farebbe la gente che pure dite di rappresentare?
Noi concordiamo con Lei, Egregio Signor Sindaco, che, come ha scritto nel messaggio di auguri ai dipendenti comunali, bisogna lasciare il pianeta che ci è stato dato in prestito dai nostri figli in condizioni migliori di come lo abbiamo trovato. Ma per farlo si deve, innanzitutto, avere coraggio. Coraggio, per esempio, di dire che il progetto di rigassificatore, se realizzato, non porterà nulla ai livornesi di quanto promesso fino ad ieri: non porterà nuova occupazione, non porterà bollette del gas meno salate, non porterà un’aria migliore grazie alla metanizzazione della centrale ENEL di via S. Orlando. Coraggio, per esempio, di dire che tale progetto rischia di danneggiare gravemente la cosa più importante che ha questa nostra città: il mare. Coraggio di dire che i livornesi si prenderanno i rischi e i danni mentre i benefici, i soldi, andranno da tutt’altra parte, agli speculatori della OLT, ai genovesi, ai tedeschi e a chi sa altro. Coraggio di dire queste e tante altre cose che i livornesi, purtroppo, hanno intuito in questi anni di silenzi e menzogne. Avrà Lei, Egregio Signor Sindaco, questo coraggio? Oppure continuerà a giocare a nascondino con la realtà, in attesa che l’arroganza del potere realizzi il rigassificatore segnando un’altra, catastrofica, sconfitta per questa già tanto segnata città? Distinti saluti
Livorno, 22 dicembre 2007.
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