03/09/2009 - 17.31 SLOVENIA: INACCETTABILE RIGASSIFICATORE A ZAULE (TRIESTE)(IRIS9 - ROMA, 3 SET - Il Governo sloveno considera ''inaccettabile'' in termini di impatto ambientale transfrontaliero il progetto del rigassificatore che Gas Natural intende realizzare a Zaule (Trieste). Lo si legge in un comunicato pubblicato oggi sul sito ufficiale dell'esecutivo di Borut Pahor. Secondo Lubiana, non sono stati tenuti in considerazione i commenti sloveni che seguivano la direttiva comunitaria 85/337 sulla valutazione degli effetti di progetti pubblici e privati sull'ambiente, la Convenzione sugli effetti ambientali transfrontalieri (Convenzione di Espoo), il memorandum di cooperazione tra il Governo della Repubblica di Slovenia e il Governo della Repubblica italiana del 14 maggio 2007 e la dichiarazione congiunta bilaterale dell'8 settembre 2008. Il Governo sloveno, che oggi ha affrontato la questione del rigassificatore, elenca gli impatti ''non accettabili'', dal rischio di incidenti agli ''effetti negativi sulla biodiversita' dell'ambiente marino di tutto il Nord Adriatico'' del terminal di rigassificazione che Gas Natural vuole realizzare e per cui la stessa azienda ha ottenuto la delibera di Via dal Ministero dell'Ambiente italiano. Nello stesso comunicato, il Governo sloveno rileva che anche il terminal 'Alpi Adriatico' off-shore che E.On Italia vuole realizzare nel golfo di Trieste, e che non ha ancora ottenuto il Via, ''e' inaccettabile in termini di impatto transfrontaliero''. Il rigassificatore di Zaule e' inserito nel Piano energetico nazionale ed e' fortemenmte voluto dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza. http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&Art=53633&Cat=1&I=null&IdTipo=0&TitoloBlocco=Esteri&Codi_Cate_Arti=16
ENERGIA: NUOVO STOP SLOVENO AL RIGASSIFICATORE DI ZAULE mer, 19 ago 2009 12.11.44 (AGI) - Trieste, 19 ago. - Nuovo stop sloveno al rigassificatore di Zaule: secondo il Ministero dell'ambiente della Slovenia, nella documentazione tecnica per il progetto di Gas Natural, messa a disposizione degli esperti sloveni da parte italiana, manca ancora lo studio sull'impatto ambientale transfrontaliero e appare poco chiara la questione del futuro gasdotto che colleghera' l'impianto di Zaule ai serbatoi di gas nella Bassa Friulana. Pertanto sara' inoltrata una nuova richiesta di spiegazioni e solo dopo Lubiana potra' esprimere la sua posizione definitiva sul terminal, che dovrebbe essere presentata al vertice intergovernativo italo-sloveno del 9 settembre. Rispetto alla prima versione del progetto sono state fatte diverse correzioni e sono state apportate numerose migliorie, ammettono a Lubiana, ma ci sono ancora da definire alcune questioni relative al cloraggio, alla sedimentazione di materiale sui fondali del golfo di Trieste e al monitoraggio del rigassificatore, che secondo la parte slovena dovrebbe essere piu' severo. Per quanto riguarda l'altro progetto, quello per il rigassificatore off-shore, dal Ministero dell'ambiente della Slovenia hanno ribadito di essere assolutamente contrari: "Quel terminal - ha detto Vesna Kolar Planinsic, responsabile del settore ministeriale per lo studio dell'impatto ambientale - e' per noi assolutamente inaccettabile". La stampa slovena ha annunciato intanto per venerdi' prossimo una conferenza stampa della rete di associazioni ambientaliste Alpe Adria Green sul progetto del rigassificatore. I progetti dei terminal rigassificatori nel golfo di Trieste sono ormai da anni oggetto di polemica, specie quello per il terminal off shore. Particolarmente dure in questo senso sono state le autorita' dei comuni di Capodistria, Isola e Pirano, che si sono dichiarate contrarie anche a un eventuale terminal rigassificatore nell'area del porto di Capodistria, progetto non ancora del tutto accantonato dalla societa' tedesca 'TGE Gas Engineering'. (AGI) |