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Ultimo appello ai candidati Sindaco Cosimi, Taradash, Lamberti:
[28/05/09]

Anche se vi sembrerà strano, 7.000 cittadini livornesi firmatari del passato appello contro rigassificatore offshore sono ancora lì a chiedersi come mai non rispondete alle nostre 3 semplici domande; ed ogni giorno che passa, è sempre più legittimo pensare che sia dovuto a paura o a vergogna.


Paura di dover dar conto alle argomentazioni che da anni poniamo, e alle quali (in particolare sindaco uscente ed aspirante rientrante) vi siete sempre rifiutati di rispondere, specialmente in contesti pubblici.


Vergogna, di dover dire ai vostri concittadini/elettori/sudditi quali nefandezze avete compiuto (sostenendo società che agivano illegittimamente), quali bugie avete raccontato (ripresa del Cantiere navale, risparmio sulle bollette del gas, aumento di posti di lavoro, sicurezza dell'impianto) a coloro cui oggi chiedete il voto. E questo non vale solo per sindaco ed ex-sindaco ma anche per il candidato dell’opposizione di destra che in questi anni è stata connivente con la maggioranza di sinistra su molto e soprattutto sul progetto di rigassificatore.


E pertanto vi guardate bene dal dire ma sopratutto dallo SCRIVERE nero su bianco le vostre posizioni.


Cosimi, nel 2004, nel suo programma elettorale, alla pag. 31 diceva:

La riconversione ecologica di Livorno attraverso politiche per il risparmio energetico e l’orientamento verso le energie alternative e rinnovabili. Fermo restando l’attesa della Valutazione d’Impatto Ambientale sulla piattaforma di rigasificazione, se Livorno, assieme alla sua provincia, intende confermarsi come polo energetico della Toscana, deve orientarsi verso le energie alternative e rinnovabili (idrogeno per auto, fotovoltaico, micro-cogenerazione, eolico, biomasse).
Tale riorientamento della politica energetica nel senso delle energie rinnovabili ed alternative richiede politiche di attrazione delle imprese di settore volte
a strutturare una filiera di eccellenza.
Come il dominio della logistica integrata, anche quello del risparmio energetico e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili ed alternative di energia esige la creazione di filiere di eccellenza tecnologica.


Da queste frasi sarebbe nato, buon per lui se ne è convinto, la litania che ha sempre sostenuto in questi 5 anni: “I cittadini mi hanno votato perché sanno come la penso sul rigassificatore offshore”.


Come la pensa Cosimi nel 2009? E Lamberti, l'uomo che ha portato il più volte condannato Belleli a Livorno, che ha firmato quel memorandum d’intesa con la OLT che prevedeva il segreto nei confronti dei cittadini e che ha impedito l’effettuazione del referendum consultivo? Taradash, dall'opposizione, ha letto le carte relative agli atti amministrativi così come recepiti illeggitmi dal Ministero dell'Ambiente nel 2007 e giudicati tali anche dalla sentenza del TAR della Toscana del 2008?


Sappiate, comunque, che noi aspettiamo ancora qualche giorno


Dopodiché, (e non è una minaccia, ma una certezza) ci vedrete arrivare alle vostre iniziative pubbliche a farvi le stesse 3 domande. E allora ci risponderete.


_____________________________________________________________

COMITATO CONTRO IL RIGASSIFICATORE OFFSHORE DI LIVORNO


Livorno, 27/05/2009

Ultimo aggiornamento ( giovedì 28 maggio 2009 )
 
:: AI CANDIDATI SINDACO :::

Agg. 21/5/09: dopo una settimana, la prima risposta (Bartimmo).
Agg. 22/5/09: la risposta di Cannito.

Agg. 27/5/09: gli altri candidati NON rispondono. E allora andiamo a leggere i loro programmi in merito.......

- Cosimi

- Lamberti

Intanto, su un cartello elettorale del centro, è apparsa questa scritta.

   

 

LETTERA AI CANDIDATI SINDACO ALLA CITTÀ DI LIVORNO



Nel luglio 2002 il Sindaco Lamberti presentò il progetto di realizzazione al largo delle coste toscane antistante il tratto Marina di Pisa - Tirrenia, di un terminale galleggiante di rigassificazione di GNL (Gas naturale Liquefatto) collegato via tubo alla rete di distribuzione ASA di Stagno propagandandolo come un evento di grande importanza per lo sviluppo economico e occupazionale della città, vantandone ricadute in termini di crescita dell’attrattiva del territorio per l’insediamento di nuove imprese, di nuovo lavoro per l’allora agonizzante Cantiere Navale, di centinaia di nuovi occupati nel terminale, di disinquinamento ambientale grazie alla riconversione a gas della Centrale ENEL di via S. Orlando, di sostanziosi sconti nella bolletta del gas che la popolazione livornese avrebbe avuto grazie all’ingresso di ASA nell’azionariato della società promotrice. Con il trascorrere dei mesi tutti queste ricadute si sono rivelate colossali balle. Il Cantiere Navale è fallito, la centrale ENEL non verrà riconvertita, i nuovi occupati saranno forse qualche decina e non di più, gli sconti in bolletta sono svaniti come le promesse di nuovi insediamenti produttivi. Sono emerse invece le preoccupazioni per un progetto che si presenta come il primo ed unico del suo genere nel mondo di cui nessuno conosce il vero funzionamento se non altro perché, a più di tre anni dal rilascio dell’autorizzazione (febbraio 2006), la società promotrice non ha ancora presentato il progetto esecutivo dell’impianto e quindi nessuno oggi è ancora in grado di conoscere come funzionerà nei dettagli il terminale e quindi, per esempio, quale sarà il suo impatto sull’ambiente, sia in termini di emissioni atmosferiche di metano che di rilascio di varichina nel mare circostante, per non parlare dei rischi di incidente disastroso dovuto al suo funzionamento o ad impatto con nave di passaggio.

La cittadinanza è stata esclusa dalla partecipazione al procedimento amministrativo che ha preceduto l’autorizzazione alla realizzazione e che venne pubblicizzato (si fa per dire…) con un inserzione-francobollo sulla pagina degli annunci economici di Tirreno e Repubblica di Firenze nel febbraio 2003; il nostro Comitato ha prodotto una quantità enorme di documentazione con la quale ha dimostrato la lacunosità di tale procedimento autorizzativo. Il TAR della Toscana ha riconosciuto con una sentenza del giugno 2008, le nostre ragioni e solo un improvvido intervento del Consiglio di Stato, al quale la società promotrice si è appellata, ha sospeso gli effetti di tale sentenza in attesa di un giudizio definitivo.


Da quel settembre 2002 si è sviluppato in città un vasto movimento contro il rigassificatore offshore, movimento che ha provocato un reale dibattito in città, due grandi manifestazioni e, soprattutto, svelato tanti “retroscena” di una vicenda i cui lati oscuri sono talmente evidenti da aver provocato molto più che un imbarazzato silenzio nelle stanze del potere locale. Senza tener conto che Livorno è l'unica città d'Italia, tra quelle in cui sono stati proposti rigassificatori (anche se con tecnologie meno pericolose), dove si sono schierati a favore anche soggetti che altrove sono contrari (e che normalmente tutelano lavoratori e cittadini): LEGAMBIENTE, ARCI, CGIL, PD, che SOLO a Livorno si trovano d'accordo con CONFINDUSTRIA, PL, AN e tutto lo schieramento che rappresenta gli interessi economici locali e multinazionali.


Come abbiamo più volte sottolineato il terminale che si vuole realizzare porterà certamente dei profitti economici a qualche multinazionale energetica, a qualche ex-municipalizzata del nord ma i rischi di incidente, l’inquinamento ambientale, le gravissime limitazioni alla libertà di navigazione e di pesca (690 km di mare variamente interdetti) ricadranno tutti sulle popolazioni di Livorno e Pisa.

Senza contare che è assolutamente falso che il rigassificatore di Livorno, come in generale tutti i rigassificatori che si vorrebbero realizzare (sono almeno una decina i progetti presentati da multinazionali energetiche italiane ed estere) servirà ad evitare buio e freddo: nei prossimi anni di gas in Italia ne arriverà una quantità enorme grazie al potenziamento dei gasdotti esistenti e alla realizzazione di nuovi (come quello che porterà gas dall’Algeria a Piombino). In realtà i rigassificatori servirebbero a fare del nostro paese un “hub”, uno snodo del gas destinato ai mercati del centro e nord Europa. Un business, insomma, a spese dell’ambiente e della salute delle popolazioni, garantito da provvedimenti che i vari governi, di destra come di sinistra, succedutisi in questi ultimi anni hanno emanato per favorire e finanziare con i soldi pubblici questi impianti.


Con questa lettera aperta il Comitato contro il rigassificatore offshore di Livorno chiede ai candidati Sindaco della città  di rispondere, nel più breve tempo possibile ed in tempo utile, a tre semplici domande, invitandoli a non
essere omissivi, reticenti o tendenziosi:


  1. Perché siete favorevoli o contrari al progetto di questo terminale di rigassificazione al largo delle nostre coste?

  2. Poiché è stato impedito (modificando in corso d'opera lo Statuto Comunale) ai cittadini di esprimere il proprio parere sul progetto con un referendum consultivo, pensate di reintrodurre tale principio elementare di democrazia popolare e di applicarlo per il rigassificatore?

  3. Livorno è una città fra le più inquinate d’Italia, definita, con apposito provvedimento, “zona al alto rischio di incidente rilevante”: noi riteniamo che un modo per favorire il suo rilancio industriale sarebbe quello di farne una città-modello dal punto di vista della produzione energetica con l’incentivazione di produzione e auto-produzione di energia da fonti rinnovabili a basso o nullo impatto ambientale. Su questo tema quali proposte concrete fate ai livornesi?


Attendiamo le vostre risposte che pubblicheremo integralmente sul sito www.offshorenograzie.it dovranno essere indirizzate a:

 

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FIRMATO:
I 7.000 CITTADINI CHE SOTTOSCRISSERO L'APPELLO CONSEGNATO IL 28/4/2007 A PRESDIENTE DEL CONSIGLIO, PREFETTO, PRESIDENTE DI PROVINCIA E SINDACO DEL COMUNE DI LIVORNO. E CHE MAI HANNO AVUTO RISPOSTE.

 

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Livorno, maggio 2009.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 27 maggio 2009 )
 
ENI:no ai rigassificatori in Italia
 

MF Dow Jones - News Italia

Eni: Scaroni, non vogliamo investire in rigassificatori Italia

 


 

ROMA (MF-DJ)--"Non abbiamo intenzione di investire in rigassificatori in Italia, ce ne guardiamo bene. Abbiamo dei tetti antitrust, non possiamo aumentare la nostra presenza, anzi dobbiamo e vogliamo ridurla. Non avrebbe senso arrivare in Italia con gas liquido".

Lo ha affermato l'a.d. di Eni, Paolo Scaroni, nel corso dell'assemblea degli azionisti del gruppo. ren

 

(END) Dow Jones Newswires

April 30, 2009 08:03 ET (12:03 GMT)

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