Ultimi Ray Ban

22/06/2018

il jazz, questo è quello che devo fare”. Su immagini di repertorio e inedite sentiamo la voce narrante dell’attore che si mette a nudo.”Non racconto barzellette. Semplicemente uso i personaggi come un veicolo per me”, spiega Robin Williams che riusciva a interpretare i più diversi ruoli.

Quando il marito di lei improvvisamente muore Mimì inizia a dedicare la sua vita, con devozione e dedizione assoluta, alla donna e alla bambina. Gli affari vanno male e Mimì si ritrova sul lastrico, Caterina gli volta le spalle e lui, entrato in banca per suicidarsi, compie una rapina con tanto di ostaggi.Ispirato ad una storia realmente accaduta in Italia nel 1998 il film, diretto dall’esordiente Giovanni La Parola è sapientemente interpretato da Luca Bizzarri e Paolo Kassisoglu (i due volti noti de “Le Iene” ma anche ottimi attori di E allora mambo e Tandem) e da Sabrina Impacciatore, altro famoso personaggio televisivo. Con la tormentata voce di Mina che intona “E se domani” a fare da sottofondo, si dipana questa commedia dal sapore agrodolce, che alterna momenti di sincera comicità quasi grottesca a fasi di intensa e partecipata drammaticità; uno spunto per riflettere sulla vita nella società contemporanea, divisa fra chi ne ha assorbito tutta la razionalità e l’attaccamento al denaro e chi non si rassegna a sognare, a sperare ciecamente e forse ottusamente nella vittoria dei sentimenti, pur rischiando di soffrire, di essere “perdente”, in una società che certo non premia idealisti e sognatori.Se il cinema italiano si è già molte volte occupato della generazione dei trenta quarantenni (da La verità, vi prego sull’amore al più patinato L’ultimo bacio) e delle loro problematiche sentimentali esistenziali, questa pellicola sembra proprio prendere le distanze dal panorama di un certo cinema italiano di oggi, spesso statico e convenzionale, facendo come suoi punti di forza un ritmo incalzante, un montaggio serrato, una regia che non ha paura di mostrarsi ma che anzi avvicina la macchina da presa ai suoi personaggi seguendone i più piccoli moti d’animo.Il film “E se domani” è un film molto sentito, ben recitato.

La seconda alternativa proposta fa sorgere un ulteriore problema etico: è legittimo privare gli animali della loro vita, anche se non li si fa soffrire? Per rispondere a questi interrogativi mi sono concentrata in particolare su due grandi correnti etiche, cioè utilitarismo e contrattualismo. Peter Singer ripropone il principio utilitarista sostenendo che, dato che diversi tipi di animali hanno interessi e preferenze (fra cui quella per provare piacere ed evitare il dolore), sia giusto considerare anche questi ultimi per determinare l’utilità e di conseguenza la giustezza morale delle azioni che li coinvolgono. Questa considerazione implica quindi che abbiamo degli obblighi morali verso gli animali che sono in grado di avere interessi e preferenze e che sia quindi necessario interrogarsi sulla liceità morale delle pratiche che li coinvolgono.

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