Ray Ban Collection

22/06/2018

Perché il dottor Jack Kevorkian è stato a lungo sotto i riflettori dei media americani con interviste nello show di Barbara Walters e conquistando anche una copertina del Time mentre alle nostre latitudini è molto meno noto. Ci pensa uno straordinario Al Pacino a far emergere le molteplici facce di un personaggio che inevitabilmente e volutamente stimola alcuni nervi scoperti della nostra sensibilità. Il rapporto con il dolore e con la morte, i doveri del medico, il ruolo dello Stato in relazione ai temi che toccano l’etica individuale.

Diplomato all’Accademia di Arte Drammatica, lavora tra il 1948 e il 1962 per alcune compagnie inglesi di teatro. Esordisce agli inizi degli anni Sessanta come regista e attore di teatro, tuttavia decide ben presto di cimentarsi nel cinema e, fatta esperienza come aiuto regista in Figli e amanti (1960, per cui viene insignito del premio come miglior aiutoregista dalla Directors Guild of America) con J. Cardiff, dirige il suo primo film, un musical, nel 1962 ( Vacanze d’estate) con C.

Primi anni del ‘900. Ospite di una ricca famiglia in una villa inglese, un ragazzino di modeste origini, Leo, si affeziona a Marian, una bella donna che è l’unica a trattarlo con affetto. Marian è fidanzata a un suo pari, però ha una appassionata relazione con Ted, il fattore.

E’ lei che sceglie la strada più facile soffocando i suoi sentimenti. Tutta la storia ruota intorno alle scelte, a mio avviso ponderate di Fermina Daza. Che non sono casi. La rielaborazione del lutto esige tempo e lo scienziato di Valerio Mastandrea ha deciso di prenderselo tutto, cronicizzando il dolore fino allo spegnimento del sentimento vitale. Aspettare ogni maledetto giorno un segnale dall’universo dona il senso della durata del lutto, ascoltare ogni notte in laboratorio la stessa traccia registrata sulla segreteria telefonica misura la forza della fissazione mortale. Fermo sulla scomparsa, provato dall’assenza e avido di nutrire la pena, il professore è un sopravvissuto che nel mondo vede solo un pretesto a una nuova variazione sul tema unico e inestinguibile del dolore..

Si tratta infatti degli unici due allievi che hanno convinto la Bertè a superare lo scoglio del sei e a sorprenderla dal punto di vista delle abilità musicali. Per quanto riguarda i colleghi, la Bertè dimostra di aver stretto un patto silenzioso con Patty Pravo, con cui si è spesso trovata in accordo. La stessa cosa non si può dire invece del legame creato con Orietta Berti, che ha contraddetto nel valutare l’esibizione dei Jalisse.

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